giovedì 24 gennaio 2013

Socrate

Socrate nasce ad Atene tra il 470 a.C e il 469 a.C e perì nella sua città natale nel 399 a.C. Il periodo in cui visse per Atene fu uno dei più signiricativi, infatti proprio intorno alla sua nascita i Greci vinsero un'importanta battaglia, via terra e via mare, contro la Persia ( battaglia dell'Eurimedonte); ma nel 4o4 a.C Atene perse la Guerra del Peloponneso (431- 404), combattuta contro Sparta, e un nuovo regime politico venne assegnato alla città vinta: trenta arconti spertani salirono al potere con il compito di compilare una nuova costituzione che rendesse la città schiava e sottomessa a Sparta. La vita di Socrate si svolge dunque nel periodo della maggiore potenza ateniese ma anche del suo declino.
Il periodo della sua formazione coincide con quello in cui Atene, governata da Pericle(495- 429), si trasforma in un forziere, il cui teroro non sono né gioielli né dobloni d'oro ma persone colte affamate di sapere e conoscenza. Infatti il politico promosse le arti e la letteratura; questa fu la principale ragione per la quale Atene detiene la reputazione di centro culturale dell'Antica Grecia.
Socrate si sposò all'età di 50 anni con Santippe che gli diede tre figli. Santippe ebbe fama di donna insopportabile e bisbetica. Socrate stesso attestò che avendo imparato a vivere con lei era divenuto ormai capace di adattarsi a qualsiasi altro essere umano, esattamente come un domatore che avesse imparato a domare cavalli selvaggi, si sarebbe trovato a suo agio con tutti.

 "Sposati: se trovi una buona moglie sarai felice, se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo."
-Socrate-

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-67893?f=a:832> Due esponenti di rilievo del regime democratico Anito e Licone accusarono Soocrate di: corrompere i giovani insegnando dottrine che mirano al disordine sociale e non credere negli Dei della città, di tentare di introdurne di nuovi, e quindi di contestare che le leggi siano di natura sacra. Viene condannato colpevole e gli viene afflitta la pena di morte che lui accetta senza esitazioni rifiutando persino l'esilio. Muore così passando la sua ultima giornata in compagnia dei suoi amici e discepoli dialogando sulla vita dopo la morte. Dopo di che bevve un infuso di cicuta e altre piante velenose.

"Perché vi disperate? Non sapevate che dal giorno in cui sono nato, la natura mi ha condannato a morire? Meglio farlo in tempo, col corpo sano, per evitare la decadenza."
.it/aforismi/filosofia/frase-83527?f=a:832>

lunedì 7 gennaio 2013

Socrate: sapere di non sapere

Un pensiero di Socrate era il "sapere di non sapere", infatti lui sapeva di non conoscere tutto e quindi di essere ignorante; ciò gli consentiva di avere la giusta dose di curiosità per apprendere nuovi concetti e in alcuni casi mettere in discussione le sue stesse idee e conoscenze. Le fonti storiche che ci sono pervenute descrivono Socrate come un personaggio animato da una grande sete di verità e di sapere, che però sembravano continuamente sfuggirgli. Egli diceva di essersi convinto così di non sapere, ma proprio per questo di essere più sapiente degli altri. Infatti non sapendo tutto si può avere la possibilità di conoscere molte più cose, chi invece è convito di essere a conoscenza del sapere universale non potrà mai apprenderre nuovi concetti, dato che sarà convinto di sapere già tutto, quindi le cose sconoscute saranno sicuramente sbagliate o inventate. Non esiste forse il detto non si smette mai di imparare? Da qui possiamo capire che le idee di Socrate sono giunte fino a noi. e non ci accorgiamo nemmeno di metterle in atto e di essere convinti della loro veridicità; molto probabilmente la maggior parte delle persone che utilizza questo detto non sa nemmeno che proviene dalla mente di un geniale filosofo del 470 a.C.

"Tutto il mio sapere è sapere che nulla so."
-Socrate- 
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